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Pietro Scarpellini

Di alcuni pittori giotteschi

nella città e nel territorio di Assisi


2016
Festina lente, 2

Isbn: 9788897738817
Pagine: 104



Dal delicato stupore con cui il Maestro di San Damiano accolse le primizie del linguaggio di Giotto all’interpretazione originalissima del Maestro di Figline, fino a Puccio Capanna, il più sorprendente fra tutti i moderni della seconda generazione giottesca: nel 1969 la magistrale lezione di Pietro Scarpellini squarcia il velo di indifferenza che copre la cultura figurativa del primo Trecento umbro, restituendo il fermento del laboratorio di Assisi, il più vivo e aperto centro di cultura pittorica dell’epoca. Dall’oscurità riemergono così maestri “minori”, ora raffinati e lirici ora violentemente espressivi che, attraverso e oltre Giotto, partecipano alla rinascenza del XIV secolo.
Pietro Scarpellini Pancrazi (Roma, 1928-Perugia, 2010), allievo di Lionello Venturi, ha insegnato Storia dell’Arte all’Università per Stranieri di Perugia e Storia dell’Arte medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi. È autore di importanti monografie su Luca Signorelli, Perugino e Bernardino di Betto e ha curato l’edizione critica della Descrizione della Basilica di S. Francesco e di altri santuari di Assisi di fra’ Ludovico da Pietralunga. Ha dedicato studi fondamentali al dialogo tra la poesia umbra medievale, le sacre rappresentazioni e le arti figurative. È stato tra i fondatori della sezione perugina di Italia Nostra, da lui presieduta per 23 anni e per la quale ha portato avanti coraggiose battaglie, prima fra tutte quella contro la speculazione edilizia degli anni ’60-’70.
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