Ettore Passerin d’Entrèves (Torino, 26 dicembre 1914 – Aosta,2 marzo 1990) è stato uno dei maggiori
storici italiani del secondo dopoguerra, apprezzato soprattutto per i suoi lavori sull’Ottocento italiano ed
europeo.
Allievo di Gioele Solari, si è laureato nel 1936 con una tesi sul pensiero di Cesare Balbo. Ha attivamente
partecipato alla Resistenza in Valle d’Aosta, per poi abbracciare, finita la guerra, la carriera accademica.
Ha insegnato a lungo nelle Università di Pisa, Milano (alla Cattolica) e Torino.
Nei suoi studi — condotti a cavaliere tra storia politica e storia delle idee — si è occupato a lungo dei
rapporti tra Stato e Chiesa nel periodo pre- e post-unitario, delle origini e degli sviluppi del cattolicesimo
liberale ottocentesco, del Settecento riformatore, del movimento giansenista, della cultura romantica,
della politica ecclesiastica piemontese e della questione romana, dei movimenti nazionali in Italia
e Germania, del processo di unificazione nazionale.
Nel secondo dopoguerra ha svolto un’intensa attività pubblicistica a sostegno delle sue posizioni di
cattolico liberale e riformatore. Per farsi un’idea adeguata della vastità dei suoi interessi particolarmente
preziose sono le raccolte postume dei suoi scritti: La formazione dello Stato unitario (1993), Religione
e lotta politica nell’Ottocento europeo (1993), La Toscana civile. Lotte politiche e correnti culturali tra
Sette e Ottocento (1994).